giovedì 4 luglio 2013

GEORGIA , CAUCASO , LE NUOVE "VIE DELLA SETA" TRA EUROPA ED ASIA.


Dove andate? Georgia? Ah,bello,Stati Uniti. Noo. Georgia, Caucaso, ex Unione Sovietica. Il tassista non nasconde un po’ di disgusto, cita Berlino Est e i disastri del Comunismo.  Che andate a vedere? ci chiede   sulla navetta che ci porta all’aereo  il pilota ( o il secondo). Io vi accompagno a Tbilisi,ma  poi riparto subito dopo e conosco poco della Georgia.
Inizio non brillante,ma il viaggio, valutato a posteriori, è positivo. Tra montagne del Grande Caucaso (anche oltre 5 mila metri)  e Piccolo Caucaso ( sui 3.500 metri), una striscia di  verde pianura o altopiano con la mitica Colchide che si affaccia sul Mar Nero, frutta e ortaggi soprattutto nella parte occidentale, vigneti nella zona orientale . Tradizione vinicola millenaria, con il vino conservato in  grandi coppi di terracotta interrati o murati fino al “ collo”.
Grandi miti, Prometeo,gli Argonauti, il Vello d’Oro ecc.  Più vicino l’eco del luogo natale di Stalin, di uno degli ultimi Ministri degli Esteri dell’Urss ( poi Presidente della Repubblica di Georgia), ancor più recente  il breve conflitto del 2008 con la Russia.
Un territorio circa un terzo dell’Italia, include una Repubblica autonoma  sul Mar Nero ( Ajara o Adjara) che riconosce però l’autorità georgiana, un’altra repubblica veramente autonoma,sempre sul Mar Nero,  l’Abkhazia ( oggetto della guerra)  riconosciuta dalla Russia e da  pochi altri Paesi,  infine  l’Ossezia del Sud (occupata dalla Russia). Primo risultato visibile sconfinati villaggi di profughi creati dal niente oppure  profughi ospitati in vecchie strutture dell’epoca sovietica.
Un groviglio culturale e politico notevole, i resti del culto di Stalin ( soprattutto a Gori), i segni ancor vivi dell’epoca sovietica ( nei monumenti ai caduti od alle celebrazioni della Vittoria, per esempio), la presenza di architettura ottomana e persiana, Chiese e Monasteri sparsi ovunque,soprattutto sulla sommità delle colline ed oltre i 2000 metri delle montagne appartenenti alla Chiesa Ortodossa di Georgia ( assolutamente  indipendente ,questa sì , con il suo Patriarca a Tbilisi). Ma anche, come a Tbilisi, importanti Moschee e Sinagoghe.
Siamo su un ramo importante della “Via della Seta” e lo si avverte soprattutto nella Georgia Orientale, per esempio nella Fortezza Reale e Chiesa di Gremi ( dove fotografo due biciclette di turisti  francesi,ognuna con una lunga asta ed una bandierina  “  à velo vers l’orient “).
Cucina ricca di frutta, ortaggi, formaggi, spiedini di carne. Diffuso una specie di raviolone di carne e spezie, bollito ( "khinkali", sotto nella foto 14).
 Non manca quasi mai una focaccia ripiena di formaggio o formaggio e verdure, appena sfornata. E poi salse di noci,purea di fagioli. Varietà di vini  ( per i miei gusti gradevoli alcuni bianchi).Per chiudere la "chacha", una sorta di grappa-brandy distillata in Georgia.
 Pazzesca la circolazione, buche ovunque e slalom da parte degli autisti; al di fuori di Tbilisi, anche sulle strade importanti, presenza di mucche, cavalli, maiali, capre che brucano  ai bordi ma che non disdegnano di  trasferirsi ( pericolosamente) sulla carreggiata.
Straordinario incontro ( e scontro) tra modernità e tradizione, nuovo “cuscinetto” politico-strategico tra Russia e cosiddetto Occidente, tra Europa ed Asia . Anche Paese di transito ( molti  Tir) delle merci dei Paesi dell'area e possibile  Paese ospitante di un nuovo grande gasdotto dal Mar Caspio ( che potrebbe passare in territorio georgiano  e non già ,più a nord,  in territorio russo). 3000 km. di gasdotto (  Azerbaijan,  Georgia,  Turchia,  Bulgaria,  Romania, Ungheria ,Austria),progetto "Nabucco").  Sembra però  che il progetto Nabucco sia stato accantonato (2014), a vantaggio del progetto Tap, che passerebbe più a sud. Più corto di 500 km. il gasdotto Tap passerebbe attraverso le frontiere di Grecia,Turchia,Albania per raggiungere  il Sud Italia,regione Puglia, attraverso il mare Adriatico.Ma anche su questo  tracciato (2017) esistono tuttora grosse polemiche.
  "Pezzi" di architettura  contemporanea( tipo Valencia) a Tbilisi,accanto ad un evidente impegno per il  recupero di edifici e strutture del passato, dal Medioevo,alle invasioni ottomane fino al periodo dell'Unione Sovietica.
 Lavori in corso per il miglioramento della rete stradale ( e come detto ce ne è veramente bisogno). Molti cantieri aperti sulla “Strada Militare Georgiana”  che con il  Passo della Croce, oltre 2000 metri, conduce alla frontiera con la Russia, in prossimità del monte Kazbek ( 5047 metri).
Popolazione  molto cordiale ed ospitale. Scrittura e lingua molto difficili. Inglese conosciuto quasi esclusivamente nelle strutture turistiche/commerciali  e raramente da qualche studente.


Foto 1-  Traffico e circolazione difficile.Strade in non buone condizioni e animali quasi ovunque ai margini o in  strada. Un esempio e non dei peggiori:visibile sulla sinistra un cavallo in libertà.

Foto 2 - Una statua di Stalin ancora presente a Gori, sua città natale. E' stato eliminato un esemplare più
              grande.

Foto 3 -  Vini Georgiani. Ho trovato un'etichetta che ancor oggi presenta  una foto di Stalin

Foto 4  Il Complesso di Mtskheta.  Secondo la tradizione,custodisce   la Tunica di Cristo.



Foto  5  Una Chiesa suggestiva, ad Ananuri.

Foto 6  Kazbegi, Chiesa di Gergeti, 2170 metri. Sullo sfondo il monte Kazbek, ben
            5047 metri.


Foto 7  Tbilisi- Museo Nazionale. Uno dei simboli della Georgia. La statuetta del leone.


Foto 8 Il complesso rupestre di Uplistsikhe.

Foto 9 Tskaltubo. Le grotte di Prometeo .Un particolare.


Foto 10  Tbilisi,la capitale. nella foto allargata si vedono antichi monumenti e moderne costruzioni ,come i "funghi bianchi" della Casa di Giustizia,al centro.


Foto 11 Telavi.  Molti esempi di abitazioni con influssi ottomani e persiani. Esempi simili  anche in altre parti della Georgia, per es. Tbilisi, Sighnaghi ecc.



Foto 12  Tifa Italia il sorridente venditore di formaggi al Bazar di Telavi.



Foto 13  Gli spiedini di carne, altro piatto nazionale.


foto 14    "Khinkali",  forse il piatto nazionale, un "raviolone", un "fagotto" ripieno di carne e spezie, bollito. E' sufficientemente grande per essere preso con le due mani,mangiando pasta e carne, senza perdere il liquido dell'interno!

giovedì 10 gennaio 2013

Presepi: arte,fantasia e devozione popolare.

Molto diffusi in Italia e nel Mondo Cristiano, i Presepi  colpiscono da secoli per fantasia ed impegno di artisti e popoli.Chiese, abitazioni private, Rassegne Internazionali ( come quella consueta all'Arena di Verona), ci presentano il Presepe (  o "Presepio", o "Capannella", "Crib" or "Christmas Representation") nelle forme più tradizionali o avveniristiche, su molti metri quadrati o miniaturizzati ( per esempio in piccole zucche come in Sud-America, in tronchi o radici di alberi  ecc.), con personaggi "viventi"  o di gesso,  statici o in movimento con meccanismi automatici.

Presentiamo qui alcuni esempi.

Foto 1 Presepe Sud-America,in piccola zucca
Foto 2  Capanna in radici di faggio, Italia,Marche
Foto 3 Russia ( "Matrioska" aperta, collezione  privata in Vivaio,Pistoia)
Foto 4-10 Presepi fotografati  Epifania 2013 nei paesi di Vivaio e Le Piastre, Montagna Pistoiese.
Foto 11 Pienza (Siena).Chiesa di San Francesco. "Presepe in ceramica" di Sbarluzzi,artista locale,nato nel 1939. "Omaggio a Giotto".











 Altre   14 foto di "brezza"   QUI/HERE


venerdì 10 agosto 2012

A KOS INCONTRO DI CULTURE E QUALCHE BELLA SPIAGGIA.

Kos merita, un'isola vicinissima alla Turchia, con tracce di  dieci dominazioni diverse, una parte molto sfruttata dal turismo ( orientale) ed un'altra con spiagge ancora vivibili (occidentale).  Ultimi dominatori i Veneziani, i Cavalieri di Rodi, Turchi, Italiani, Tedeschi ed  Inglesi  per far parte poi della Grecia moderna dal 1948.
Kos aveva" venduto  la sua anima greca al Dio Turismo" - secondo il libro di Alessandro Mazzucchelli,Guida alle Isole Greche,1988 - già negli anni Ottanta, che ammetteva però l'esistenza ancora di spiagge isolate,un mare di cristallo,le tracce di una storia millenaria  "quelle lasciate da Ippocrate e dalla sua Scuola di Medicina, dai romani e dai turchi con le loro Moschee..."
Si può dire,forse, che negli ultimi venti anni la situazione si sia sostanzialmente cristallizzata, più sviluppata la parte orientale (che include anche Kos Town), un po' meno quella occidentale, per intendersi quella anche più vicina  al bell'aeroporto internazionale  dedicato ovviamente ad Ippocrate ed alla penisola di Kefalos.
Qui,nella zona di Kefalos, ad Agios Stefanos , anche i segni delle contraddizioni del turismo locale con l'insediamento per molti anni di un Club Med, di recente chiuso. Tutto recintato,include perfino una chiesa antica.Vigilato. Chiedo di poter entrare a fotografarla. Sorry,mi dice il  vigilante,per ora il Club Med è chiuso.
La Penisola di Kefalos ha la spiaggia di Agios Theologos  ed una spiaggia ancora più "difficile" a raggiungersi ma bella e selvaggia, Kavo Paradiso, con solo un piccolo bar.La strada  è stretta e tortuosa, ovviamente bianca, e si presta sinceramente più a mezzi fuoristrada, 4x4 (o simili)   che a vetture normali.
Il paese principale è Kefalos, ancora qualche traccia di Grecia di un tempo nel suo centro, un molino a vento ormai senza pale,  resti  di una rocca panoramica( sulla baia sottostante), in compenso una fila di pale eoliche all'orizzonte.
Dalla Rocca  si vede  tutta la lunga spiaggia che dal porto di Kamari arriva ad Agios Stefanos ed all'isoletta di fronte, l'isoletta di Kastri con la  sua chiesetta bianca e blu. Qui è uno degli angoli più interessanti di Kos, sia per il mare e la spiaggia che appunto per la presenza dell'isola e della sua chiesetta che dei resti dell'antica basilica sulla spiaggia ( con colonne e mosaici ancora visibili). Oltre altre belle spiagge come quella dove si trova la Taverna Caterina e poi ancora oltre Camel Beach, Paradise Beach( la più famosa,bella e affollata), Paradise Bubble Beach( a pochi metri ma meno affollata), Markos Beach con la sua interessante Taverna, Lagada Beach ed  altre. Questo è il lato sud di Kos occidentale. A nord invece, a pochi chilometri da Kefalos,  c'è  Limionas,un interessante porticciolo con pochi e piccoli pescherecci, all'interno - quindi protetta - una spiaggetta di sabbia con taverna sovrastante;vicino una  baietta sabbia e scogli, con mare ovviamente più sensibile ai venti del nord.
Kos Town, a circa 40 km. da Kefalos ( quindi circa 25-30 dall'aeroporto) è città molto vivace, con il suo porto di fronte alla turca Bodrum(Alicarnasso), il Castello dei Cavalieri di Rodi, resti notevoli greci e romani,veneziani, tracce dei 30 anni circa di dominazione italiana,successiva alla presenza della Turchia con le sue Moschee e Minareti. A pochi chilometri l'Asklepieion,  Santuario-Ospedale-Terme e famosa Scuola di Medicina di Ippocrate.
 Il mare sopra citato è  generalmente molto bello, limpido,  con molti pesci. Paesaggisticamente interessante anche per la vista delle isole di Kalymnos, Nissyros,Lipsi e della vicina costa della Turchia.
Purtroppo anche in luglio abbiamo verificato che la temperatura dell'acqua è un po' freddina, con diverse tonalità nei diversi luoghi e nelle diverse ore,ma pur sempre freddina.
C'è anche un posto sul mare, vicino a Kos, dove ci si immerge  in acqua termale decisamente calda. Ad Embros Therme,si consiglia di parcheggiare in alto alla Taverna-Bar e di percorrere la strada sterrata che in 10-15 minuti porta  sul mare,all'acqua calda termale. Un lungo "serpente" umano scende e risale in continuazione,la meta è troppo invitante e quindi è consigliabile andarci di prima mattina quando c'è meno gente ed il sole picchia meno.  Informarsi sugli orari dell'Asklepieion,(almeno in luglio 2012)  i cancelli chiudono molto presto nel pomeriggio (se ben ricordo la biglietteria chiude alle 15 ed il complesso poco dopo...).


Nelle foto che seguono, nell'ordine:
- Baia di Kefalos,isoletta di Kastri
-Agios Stefanos. Antichi resti e isoletta di Kastri
-Kos Town,Odeon
-Kos Town, Castello dei Cavalieri di Rodi
-Kos Town, Moschea di Defterdar
-Kos Town dintorni, Asklepieion
-Kefalos, Kavo Paradiso








© Photo property of "brezza"  
ALTRE 62  FOTO DI KOS  QUI/HERE

domenica 27 maggio 2012

La " nuova " Vecchia Berlino: i cortili di Hackescher Markt e Sophienstrasse.








 Quasi una sorpresa ( per me) nel cuore del Mitte,il centro di Berlino,nella zona detta Scheunenviertel,  i cortili  di Hackescher Markt  ed anche quelli della vicina Sophienstrasse.  Gli “Hackesche Höfe” ,  otto cortili comunicanti, con  ingresso principale  in Rosenthalerstrasse n.40.
Restaurati nel corso degli ultimi venti anni, riuniscono oggi attività commerciali,  gallerie d'arte,locali di intrattenimento e ristorazione , cinema , associazioni culturali e politiche , musei, abitazioni private ed uffici.
 Nei “Hackesche Höfe” , così come nei  differenti e meno noti cortili di Sophienstrasse, scorrono oltre 200 anni di storia di Berlino,sempre vivace ed a periodi anche drammatica.
Sorti a partire dal Settecento, accolsero l'emigrazione ebrea ed i fuoriusciti ugonotti (dalla Francia), assumendo un'atmosfera  cosmopolita e di avanguardia culturale, artistica ma anche commerciale e di intrattenimento, con il   periodo di  massimo splendore nei primi decenni del '900.
Triste declino poi con l'andata al potere dei Nazisti, i primi esiliati, lo scoppio della seconda guerra mondiale, la deportazione di molti abitanti e la morte ,spesso,nei campi di sterminio. Di fronte ad alcune porte d'ingresso si possono vedere,murati , dei sanpietrini di ottone ( "stolpersteine") con la scritta (traduco) "..qui visse...." ed il nome e cognome , l'anno di nascita ,il giorno della deportazione e della morte nei diversi campi di sterminio o di prigionia. Spesso  si tratta di moglie e marito , altre volte di intere famiglie. Un artista tedesco  negli anni ne ha murate decine di migliaia  in tutta Europa ( anche in Italia). Sono purtroppo 3.000  soltanto a Berlino.
Proprietà  quindi prima requisite dai Nazisti, poi danneggiate dai bombardamenti, poi le requisizioni dei Sovietici, finalmente la restituzione agli eredi legittimi e la lunga opera di restauro, fino al volto odierno che presentiamo in questa selezione di foto.



© Photo Paolo Landi . Please do not use or reproduce without permission......in any case, you must mention the author!  

to contact us:      mimandabrezza(at)gmail.com 


Olocausto a Berlino.Sophienstraße 32. Qui vissero...Here lived...Hier wohnte..Boris Schönhaus und Fanja Schönhaus Geb. Bermann ,deportiert 13.6.1942......


sabato 21 gennaio 2012

29 itinerari culturali d'Europa. 29 itinéraires culturels de l'Europe. 29 cultural routes of Europe.

Nelle foto,sopra:Lucca, San Martino. Importante tappa della Via "Francigena".
Sotto:Oliveto in Toscana (per le "Rotte dell'Olivo") e a Radicofani (Siena), altra tappa della "Francigena",la tipica segnalazione per i pellegrini"Romei"


Alla scoperta delle radici europee. Per almeno più di mille anni, a piedi, a cavallo, in carrozza, da soli o in gruppo ( e più di recente con mezzi ovviamente moderni) milioni di europei hanno percorso vie culturali, religiose, economiche. Basti accennare , ai Cammini dell'arte rupestre preistorica(1), per ricordare poi il celebre Cammino di Santiago di Compostela(2), alla Via Francigena(3) ( meglio sarebbe dire le tante "vie" Francigene),al Cammino di Sant'Olav(4), all'itinerario di San Michele(5),la rete dei siti Cluniacensi(6), la Strada delle Abbazie Cistercensi(7) , la Transromanica(8) e così via.
Il Consiglio d'Europa ha così selezionato ed approvato una lista di 29 itinerari e questi sono stati oggetto tra l'altro di una pubblicazione del Touring Club Italiano, donata a tutti gli iscritti nell'anno 2012.
Seguono nell'opera del TCI:
9) La Rotta dei Fenici
10)La Via Regia
11)Le città anseatiche
12) Lingua castigliana.Diaspora sefardita
13) L'itinerario del Patrimonio ebraico
14) I cammini di San Martino di Tours
16) Le vie di Mozart
17) L'itinerario di Don Chisciotte
18)La Via Carolingia
19) Il patrimonio di al-Andalus
20)Vichinghi e Normanni
21)Le rotte dell'olivo
22)Iter vitis.Il Cammino della Vite in Europa
23) La Rotta del ferro nei Pirenei
24)La Rotta del Ferro nell'Europa Centrale
25) L'itinerario delle Fortificazioni
26)L'itinerario Schickhardt (Heinrich-Schickhardt-Kulturstraße)
27)L'itinerario delle città storiche termali
28)L'itinerario dei cimiteri storici
29) L'itinerario dei Parchi e Giardini.Il Paesaggio.

I nostri link riguardano le tematiche, ma non sono strettamente legati agli itinerari precipui approvati dal Consiglio d'Europa, itinerari che naturalmente includono alcune "tappe" e non altre, cosa per esempio particolarmente evidente per gli itinerari "ufficiali" sull'Olivo,la Vite, Parchi e Giardini. La stessa cosa si può dire per la Via Francigena: si accenna alla grande rete europea,ma si esamina come itinerario "ufficiale" solo la Francigena "classica", quella delle ottanta tappe ricordate dall'arcivescovo di Canterbury, Sigerico, che la percorse attorno all'anno 990,sul percorso Roma- Canterbury,in Gran Bretagna.

Parte di questi 29 itinerari hanno fatto oggetto, e faranno oggetto, dell' interesse anche dell'autore di questo blog , "brezza", che ha raccolto già molte testimonianze nel suo sito fotografico in "Panoramio". QUI/HERE

Ci permettiamo suggerire qualche altro itinerario di importanza culturale e storica: per esempio le Vie del Sale, l'Art Nouveau, le Città della Porcellana,Maiolica ecc. ...

martedì 19 luglio 2011

CRETA WEST: ARTE,NATURA E MAGICHE LAGUNE.









Sesta vacanza in Grecia,la precedente quattro anni fa in una piccola isola selvaggia vicino a Rodi, Tilos.
Prima,salvo una puntata rapida ad Atene,sempre isole,Paxos,Astypalia,Paros,Rodi,Santorini. Esperienze positive,anche isole profondamente diverse una dall’altra. Una terra e delle persone che però, in generale, ho da subito e sempre sentito a me molto vicine.
Dopo qualche parentesi italiana, che non rinnego per carità(Sardegna,Arcipelago Toscano,Salento,Sicilia...), torno a pensare alla Grecia e lo faccio paradossalmente in un momento di difficoltà sociale ed economica di quel Paese,che non esclude purtroppo scioperi e manifestazioni di piazza.
Mi sembra,forse inconsciamente, che sia un modo per manifestare la mia solidarietà,correre anche il “rischio” di incappare in qualche sciopero(che per la verità eviterò).
Nel cassetto c’è sempre l’idea delle “Piccole Cicladi” o “Microcicladi”,tra Naxos ed Amorgos, Iraklia,Schinoussa,Koufonissi e Donoussa, da visitare prima che diventino ancor più famose.
Ma anche stavolta le “Piccole Cicladi” aspetteranno, perché i collegamenti sono ovviamente un po’ complicati ed al momento preferisco soluzioni con voli diretti.
Scopro che Ryanair nel 2011 collega direttamente Bergamo con Creta, non scendendo a Iraklio, ma a Chania' ( conosciuta in Italia anche come la veneziana Canea), nella parte occidentale della larghissima isola greca. Per giunta ho in questa seconda città cretese degli amici ed ho visto sul web monumenti,paesaggi, spiagge e lagune interessanti. (*)
In Italia molti mi parlano bene del lato opposto,la parte orientale,esce una rivista in Giugno dedicata al “Far East” cretese,alle sue spiagge caraibiche,villaggi agricoli pittoreschi piccoli centri mondani.
Ma allora sto sbagliando nel programmare una vacanza sul lato opposto, essenzialmente nel “Far West” di Creta?
A fine viaggio, posso dire che mi è sembrata una scelta felice.Voli andata e ritorno ottimi.
Chania è una città accogliente e piacevole,ogni via del suo centro storico – inclusa naturalmente la parte portuale – porta il segno del suo magico melting pot culturale.In pochi passi mura di Bisanzio e di Venezia con rimaneggiamenti Turchi, case di stile veneto e case di legno del periodo turco, ex-moschee e bagni turchi,chiese ortodosse, ma anche una cattolica ed una ebraica,due minareti ecc.
Sul porto taverne e grandi locali si riempiono al tramonto ed altrettanto le strette vie del centro storico, un tavolino accanto all’altro in una piacevole “cena collettiva”. Da Chania è anche utile programmare una escursione a Iraklio ( e Palazzo di Minosse, nella vicina Cnosso) e possibilmente anche a Retymno. E’ un po’ pesante fare tutto in giornata ( io ho deciso di tagliar fuori Iraklio,la capitale).
A questo punto consigliabile uscire da Chania , e far “campo base” o verso oriente (Almirida) o piuttosto verso occidente,vista la scelta di vedere le previste “meraviglie”: Balos e Gramvousa, Falassarna, Elafonisi. Scelgo ( e lo consiglio anche ad altri) di far “base” a Kissamos ( o Kastelli,o Kissamou). Non si tratta di una località esaltante ma è dotata di servizi,ha una parte moderna in corso d’opera, un porticciolo ,alcune taverne, a 2-3 chilometri il porto commerciale ( da cui partono anche le minicrociere per Balos!).
Inoltre ho trovato a Kissamos un hotel, il Galini Beach Hotel, con comodo parcheggio in zona tranquilla, direttamente sul mare ( che qui però non è un gran mare),pulito e confortevole, moltissime camere vista mare e soprattutto un titolare gentile e professionale, di straordinaria ospitalità, Manolis.
A questo punto inserisco un discorsetto sull’ospitalità cretese che, in generale naturalmente, è proverbiale tanto da essere citata nella Guida che ho acquistato. Se la Grecia è ospitale, Creta lo è ancora di più e personalmente aggiungo che gli amici cretesi che ho incontrato via web ( e poi di persona) mi hanno fatto sentire amico,ma amico vero,assolutamente da sempre.
C’è anche l’originale segno di ospitalità delle taverne.Alla fine del pranzo o della cena,richiesto il conto,prima di questo o con questo arriva “d’ufficio” il dessert o il drink o entrambi,offerti a piacere dal titolare,spesso un dolce ed il tradizionale liquore freddo “rakì” (simile ad una nostra buona grappa) oppure del cocomero(karpousi). Anche in Italia qualche volta avviene una cosa simile (come in Toscana con cantuccini e vinsanto) ma qui direi sempre e con l'elemento sorpresa per quello che ti sarà offerto. Ospitalità verificata anche durante la visita a Chiese Ortodosse la domenica o durante festività particolari, ci sono stati offerti pani e dolci della tradizione come “parrocchiani” da sempre!

Per completare la visita di West Creta, ho scelto di passare gli ultimi giorni prima del rientro in una località del Sud, sempre della Prefettura di Chania,città che si trova invece al nord.
Mi è stato consigliato ed è stata un’ottima esperienza Fragokastelo ( o Frangokastello,o altri nomi simili), una località tranquilla (per qualcuno forse anche troppo), con un bel mare ai piedi di un bellissimo e ben conservato Castello Veneziano, 3-4 taverne.
Si raggiunge dal nord con una bella ma ardita strada che attraversa le montagne, la Vrises-Chora Sfakion. Guidare con prudenza,molti limiti di velocità,sempre possibile incontrare pecore o capre ( queste ultime sarebbero anche responsabili della caduta di qualche sasso nella carreggiata).
Vicino a Fragokastelo si trova Chora Sfakion , una cittadina turistica vivace, dalla quale partono in continuazione traghetti per Loutro’ ( villaggio senza auto), Agia Roumeli ( villaggio alla fine delle celebri Gole di Samaria) e Souda. Per chi vuole un po’ più di vita,consiglio quindi Chora Sfakion e spostamenti assolutamente in barca ( o a piedi per chi vuole e quando sia possibile).
Un saluto e ringraziamento ai miei amici di Chania', un pensiero per quanti abbiamo incontrato,in particolare a Manolis del Galini Beach Hotel di Kissamos. A presto,spero, in una Grecia ( od anche in un’Italia) in condizioni migliori delle attuali.
Le  foto qui presenti , dall'alto verso il basso, sono relative a Spilia,Balos,Gramvousa,Fragokastelo,Kissamos e Chania'.

---------
(*) Negli anni successivi Ryanair garantirà in primavera-estate  voli diretti  anche da PISA.
      Conferma anche per il 2018: alcuni voli settimanali da PISA dal 18 maggio  al 21 ottobre 2018 ( ultimo  volo di ritorno da Chania il 26 ottobre 2018).
      

giovedì 2 giugno 2011

GIARDINI "SEGRETI" DI TOSCANA.




In Toscana ci
sono i grandi Giardini
normalmente visitabili, come quello di Boboli a Firenze , oppure i giardini delle Ville " lucchesi", in provincia di Lucca e Pistoia, Villa Mansi, Torrigiani, Garzoni ecc.
Ce ne sono altri più o meno noti ma comunque non visitabili, privati, definibili in qualche modo giardini "segreti",quasi nascosti all'interno delle città.
Firenze per esempio, confinante con il celebre Giardino di Boboli, c'è il privato Giardino di Palazzo Guicciardini (vedi foto in basso,sinistra).
Lucca , all'interno dell'arborato cerchio delle celebri mura, ha giardini pensili e giardini "segreti" notevoli.
Molti appartengono a dimore private facenti parte dell'Associazione Dimore Storiche Italiane
(A.D.S.I.). In Toscana e precisamente a Firenze,Lucca,Pisa,Siena il 29 maggio 2011,per la sedicesima volta, l' A.D.S.I. ha organizzato ad ingresso libero una giornata di "cortili e giardini aperti". Nelle foto alcuni giardini "segreti"( meglio sarebbe dire "esclusivi" o privati ) visitati a Lucca.

Nelle foto, da sinistra in alto,in senso orario:

 Edizione 2011:Lucca,Giardino di Palazzo Massoni; Lucca, Giardino di Palazzo Romagnoli; Lucca,Giardino Elisa;Firenze, Palazzo Guicciardini.

La stessa A.D.S.I. in Toscana ha organizzato il 10 giugno 2012 la XVII edizione dal titolo "Toscana esclusiva",Firenze,Lucca,Pisa,Siena, Colline del Montalbano  con 56  cortili e giardini aperti. In qualche caso è stato possibile visitare anche gli interni, in qualche altro  caso sono state organizzate particolari mostre o spettacoli musicali.


Edizione 2012:  Qui sopra: Quarrata(Pistoia), Villa "La Costaglia".
                                
                                                  -----oooo0000oooo----

Altre 12  foto di "brezza" sul tema,con la mappatura su Google Earth ,qui/here